Lettera agli stakeholder

Rendere conto del proprio operato esaltando il valore della “responsabilità sociale” e della “sostenibilità” sono per la Rai, concessionaria del Servizio Pubblico radiotelevisivo, una priorità ineludibile e anche un modo per concretizzare la propria indipendenza.

Sin dall’avvio del mandato dell’attuale vertice, l’azione è stata improntata al rispetto sostanziale, non formale, delle norme e delle regole. I comportamenti sono stati e sono ispirati a corrette relazioni con tutti coloro che operano in azienda e con l’azienda e guidati da valori condivisi: etica, rispetto delle persone e dell’ambiente, responsabilità sociale e orientamento ai risultati.

Questi valori costituiscono le fondamenta degli strumenti di cui il Gruppo Rai si è dotato nel corso degli anni: il Codice Etico, il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione, il Modello 231, le istruzioni interne per le procedure di affidamento delle attività a fornitori esterni, il processo di Risk Assessment e la Policy di Genere.

“Making the difference”: questo è il primo comandamento cui intendiamo rispondere come servizio pubblico radiotelevisivo anche nel mondo multipiattaforma e digitale.

In uno scenario che rapidamente evolve, con piattaforme diverse che nascono e si integrano, con nuovi operatori che fanno il loro ingresso portando grandi cambiamenti nell’offerta ma anche nelle modalità di fruizione, i contenuti caratterizzanti del ruolo del servizio pubblico devono emergere con sempre maggiore riconoscibilità. E tra questi contenuti rientrano a pieno titolo i temi del sociale, della inclusione, della responsabilità civica.

Per una completa ed efficace rappresentazione del costante impegno della Rai su tali temi, ma più in generale per evidenziare e illustrare l’impegno della Rai
in tema di “responsabilità sociale”, abbiamo avviato un complesso progetto di analisi, di confronto interno e di raccolta dati che non è ancora terminato, ma che ha consentito di redigere il numero zero del Bilancio Sociale che qui presentiamo.

Potevamo attendere che tutto fosse completato; abbiamo invece preferito fare una scelta coraggiosa rendendo pubblico il numero zero, che è il punto di partenza di un importante percorso di presa di coscienza di ciò che è stato fatto e di quali possono essere le aree di miglioramento e che consentirà di pianificare, nel corso dei prossimi anni, una vera politica di sostenibilità del Gruppo.

È un progetto sfidante con cui Rai, unitamente alle aziende controllate, si propone di dare conto del proprio operato con riferimento, da un lato, agli aspetti della sostenibilità e, dall’altro, al rafforzamento nel pubblico della percezione di trasparenza e correttezza gestionale, aumentando la reputazione positiva e l’immagine aziendale.

Il complesso di azioni che l’Azienda ha avviato nell’ambito della Responsabilità Sociale di Impresa poggia su fattori che sempre più devono permeare la gestione e riflettersi all’esterno quali: la credibilità, l’affidabilità, la correttezza, la fiducia, la responsabilità. Massima attenzione avranno aspetti quali: imparzialità, pluralismo e indipendenza dell’informazione, rispetto della privacy, trasparenza e correttezza nell’applicazione delle policy aziendali, gestione delle risorse umane (dipendenti e collaboratori), qualità e sicurezza, attenzione alle problematiche sociali ed ambientali.

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Anna Maria Tarantola
Presidente del CdA

Si tratta, per il settore radiotelevisivo italiano, di una iniziativa pionieristica; anche a livello internazionale non sono molte le aziende operanti nel settore dei media che si sono dotate di questa forma di comunicazione.

Per la Rai il 2014 è stato un anno dalla forte valenza simbolica: sono stati festeggiati i primi 90 anni di radio e i primi 60 di televisione, ricorrenze celebrate con una serie di eventi attraverso i quali è stato ricordato come la Rai, nel tempo, ha raccontato l’Italia, ha portato il mondo nelle case degli italiani e contribuito alla crescita culturale e civile del Paese, incardinando nella propria storia i valori della responsabilità sociale. 

La Rai, fino a tre anni fa, era un’azienda che presentava una situazione difficile sotto il profilo economico-finanziario e tecnologico, con un’organizzazione non adeguata
al nuovo contesto digitale e una linea editoriale influenzata da logiche commerciali. Sono state, pertanto, intraprese incisive azioni sia sul fronte editoriale che tecnologico ed economico-finanziario. 

Un processo che ha consentito di superare alcune criticità e di porre le basi per un incisivo rilancio volto a rendere Rai una vera e propria Media Company in grado di confrontarsi e competere, mantenendo sempre la propria identità di Servizio Pubblico.

La situazione economica-finanziaria è significativamente migliorata. La Rai, ai fini della quotazione di un prestito obbligazionario di 350 milioni di Euro presso la Borsa
di Dublino, ha ottenuto un rating Investment Grade (IG) da parte di Moody’s come voto di fiducia sulla propria sostenibilità finanziaria.

Rai ha confermato la sua leadership negli ascolti televisivi sia nell’intera giornata (37,5%) sia nel prime time (39,3%). Ogni giorno 42,4 milioni di italiani (il 75% della popolazione) guardano uno dei canali televisivi Rai, ascoltano uno dei canali radiofonici o visitano uno dei nostri portali Internet. Alla quantità di ascolti si associa una favorevole valutazione di qualità. Le indagini condotte da società esterne indipendenti mostrano un positivo apprezzamento da parte del pubblico, sia per la nostra programmazione in termini di qualità percepita (in una scala da 1 a 10 la qualità percepita dai telespettatori è di 7,5), sia per l’azienda nel suo complesso in termini di corporate reputation (6,7).

Significativo è l’impegno verso le minoranze e gli utenti con disabilità sensoriali, attraverso la realizzazione di una programmazione loro dedicata superiore a quanto richiesto dal Contratto di Servizio. Anche nella comunicazione sociale si conferma l’attenzione della Rai per le raccolte pubbliche di fondi, le campagne per il Sociale, quelle tematiche di comunicazione di pubblica utilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e le iniziative di sensibilizzazione. Tra le iniziative di valenza sociale rientra l’adozione di una policy di genere a tutela delle pari opportunità a cui ha fatto seguito il convegnoDonna è, che ha visto la partecipazione di donne di successo, personalità ed esperte/i del settore con l’alto patronato e la presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il convegno, svolto in collegamento con varie Università, ha permesso di raccogliere utili e interessanti suggerimenti e stimoli. 

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Luigi Gubitosi
Direttore Generale

Rai è il maggiore sostenitore delle produzioni indipendenti, ne incoraggia la creatività, favorendone sviluppo e occupazione, investendo circa 350 milioni di Euro per anno. Le royalties pagate remunerano un gran numero di titolari di diritti d’autore e sono di vitale importanza per il settore culturale e creativo italiano.

Anche l’area tecnologica è stata rivitalizzata, con la digitalizzazione e il passaggio in HD delle infrastrutture audio-video tradizionali e la digitalizzazione delle Teche. Migliorare la qualità della produzione e trasmissione è un servizio che produce impatti positivi sulla collettività, in termini di sviluppo di innovazione e ricerca e di una sempre migliore fruibilità dei contenuti da parte dei cittadini.

La Rai ha dato, inoltre, vita a un progetto crossmediale intitolato “Europa” che si è dispiegato per tutto il 2014, prima e durante il Semestre di presidenza italiana dell’UE, suscitando il convinto e diffuso apprezzamento delle istituzioni europee e dando a tutti gli italiani, in varie forme (attraverso spot, le c.d. “Scintille”, programmi Tv e radio, offerta online), informazioni e strumenti conoscitivi sull’Europa; a tale medesimo riguardo la Rai ha collaborato con il Dipartimento delle Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con la Commissione Europea all’organizzazione del convegno “The promise of Europe”, volto a promuovere l’importanza dell’integrazione culturale europea e il ruolo strategico rappresentato dal mondo mediatico. 

Queste significative azioni sono state perseguite attraverso incisivi interventi di contenimento dei costi (oltre 300 milioni di Euro nel triennio 2013-2015) senza intaccare la varietà e qualità dei contenuti.

Rai ha anche fattivamente contribuito al dibattito in corso sul rinnovo della concessione che scadrà nel maggio 2016. A ottobre 2014 e gennaio 2015 si sono tenuti due importanti convegni sui temi della governance, indipendenza e canone, nonché
dell’ “offerta editoriale”, cui hanno partecipato autorevoli accademici e i vertici dei principali Servizi Pubblici europei. Anche in queste occasioni sono state formulate significative proposte d’intervento.

“Making the difference: nel medio-lungo periodo la Rai dovrà sempre più puntare sulla distintività dei contenuti per essere ed essere riconosciuta come differente dalle TV private, e sapersi avvantaggiare ed adattare al nuovo contesto digitale. Insomma la Rai deve essere motore di innovazione e creatività di prodotto e di tecnologia operando con standard di economicità, affidabilità ed elevata professionalità, nonché di trasparenza nella gestione e nelle modalità di funzionamento, attenendosi sempre ai principi di una buona governance.

La Rai ha un’unica ambizione: essere al servizio dei cittadini. 

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(Luigi Gubitosi)

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(Anna Maria Tarantola)

Nota metodologica
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