Lo scenario

La continua evoluzione della tecnologia sta modificando molto velocemente i nostri modi di vivere e le modalità di fruizione di contenuti media e audiovisivi.
Parallelamente si sta delineando un diverso modo 
di concepire, produrre, distribuire e fruire i contenuti che inevitabilmente comporterà profondi cambiamenti nel rapporto con la utenza e quindi nell’assetto industriale e tecnologico di Rai.

La consapevolezza di questa importante trasformazione, che è evidentemente già in atto, ha comportato l’avvio di un percorso che porterà la Rai a diventare, da broadcaster tradizionale quale è oggi, una Media Company Digitale. Ha comportato altresì una importante modifica organizzativa dell’area, prevedendo la figura del Chief Technology Officer (CTO).

Tra le peculiarità principali delle moderne Media Company si evidenziano la centralità dei contenuti e la massima attenzione all’utente ed alla qualità dei servizi. Su questa base possono essere identificati due obiettivi strategici:

1) Alta Definizione, che deve essere il livello minimo dei contenuti offerti da Rai, realizzati mediante servizi allo stato dell’arte dal punto di vista dell’affidabilità e della sicurezza;

2) interattività e personalizzazione dei contenuti: l’utente passivo diventa utente attivo e protagonista, che non solo dispone del contenuto più adatto al suo profilo,
ma vi interagisce contribuendone direttamente allo sviluppo.

I principali abilitatori di questa nuova visione sono la Tecnologia IP e l’indipendenza rispetto alle Reti di Diffusione, in modo che i contenuti siano veicolabili attraverso molteplici piattaforme, reti ed operatori.

Rai quindi tenderà verso il Full IP, facendo assumere sempre maggiore importanza a questa tecnologia, che è alla base di Internet, e che porterà allo sviluppo, alla creazione e alla condivisione di prodotti nativi IP, con contenuti e modalità di fruizione personalizzati ed interattivi per ciascun utente. 

Il formato Full IP potrà sfruttare al massimo le nuove modalità di trasmissione e produrre quindi nuovi modelli di business, atti ad interessare fasce di utenza native IP, quali i giovani.

Questo passaggio introdurrà anche importanti variazioni nei paradigmi produttivi, con la creazione di contenuti immediatamente adatti a tutte le piattaforme di fruizione, associati con tutti i metadati necessari per la gestione dei diritti e per la conservazione in archivio.

Questa visione, che sarà proposta come componente tecnologica del Piano Strategico 2016-2018, è in perfetta continuità con gli investimenti realizzati nel ciclo triennale 2012-2015, condividendone e rafforzandone gli obiettivi di fondo, riassunti in tre aspettative:


Benefici per l’utente

  • Offerta di qualità elevata (HD) fruibile su ogni tipo di terminale, fisso e mobile
  • Coinvolgimento, personalizzazione dell’offerta, interattività
  • Offerta informativa ancora migliore, servizio pubblico di eccellenza 


Efficientamento Aziendale

  • Efficientamento dei processi operativi e dei costi di gestione
  • Abilitazione alla Media Company ed al trattamento dei contenuti Digital
  • Attuazione degli interventi di “cost-saving” abilitati dalla Digitalizzazione
  • Efficientamento e razionalizzazione dell’infrastruttura tecnologica
  • Maggiore flessibilità dei sistemi e dei processi ai cambiamenti del business 


Protezione e Qualità del Servizio

  • Sicurezza dei contenuti e degli asset strategici, affidabilità dei servizi offerti
  • Miglioramento della ricezione Radio e TV
  • Rafforzamento della distribuzione Digital (Smart-TV, Tablet, Smartphone)


Nel 2015 è quindi in corso il completamento del primo ciclo triennale di grandi investimenti tecnici, volti principalmente alla digitalizzazione degli impianti e dematerializzazione dei contenuti, e che senza soluzione di continuità si sta avviando verso una seconda fase, che porterà la Rai in condizione di affrontare 
le nuove sfide del mercato “digitale”.

Nel primo ciclo 2012-2015 è stata portata a termine la digitalizzazione di Tg1, Tg2 e Tg3, oltre che di 10 Sedi Regionali: ad Agosto 2015 verrà realizzato il rinnovo completo di RaiNews24 che convergerà verso un’unica infrastruttura IT che implementa sistemi di Business Continuity per una maggiore affidabilità del servizio. Entro il 2016 verrà digitalizzata anche tutta l’informazione regionale. La completa digitalizzazione delle piattaforme news favorirà il pieno sfruttamento delle risorse Rai,in senso trasversale, sia in termini di contenuti che di expertise. Tutta la struttura Rai a supporto della produzione informativa viene quindi completamente abilitata ai necessari cambiamenti e razionalizzazioni nei flussi di lavoro che porteranno ad un’offerta sempre più moderna, accurata e crossmediale.

A supporto delle innovazioni nel settore informativo e di tutta la filiera produttiva è entrato in esercizio il progetto T-Cube (Hardware e Software per la gestione dematerializzata dei contenuti), che a sua volta abilita il progetto di integrale digitalizzazione delle Teche Rai, compreso il Catalogo Multimediale, rendendo finalmente possibile l’accesso e la fruizione da un unico portale di tutti i contenuti Rai, oltre che la piena abilitazione dei nuovi workflow digitali. La Rete IP della Rai, a larga banda sul backbone e sulle sedi regionali, permetterà il pieno sfruttamento dei contenuti digitalizzati all’interno del Progetto T-Cube, garantendo un accesso rapido e completo ai contributi audio video. Nei prossimi anni gran parte dell’infrastruttura IT convergerà in un’ottica “Cloud”, quindi interamente “IP based” e “file based”, per avere tutti i contenuti sempre ed ovunque disponibili in modo sicuro ed affidabile. Tale approccio andrà naturalmente mediato con quelle che sono le limitazioni e le peculiarità di un servizio di broadcasting, seppur digital oriented.

La Rai da broadcaster tradizionale a Media Company digitale

Sono in fase di avanzato sviluppo anche numerosi progetti ICT volti all’efficientamento industriale, al cost saving e digitalizzazione dei processi produttivi, che nei prossimi 2 anni entreranno completamente in esercizio fornendo un fondamentale contributo all’efficientamento dei principali processi aziendali.
Per poter avere infatti una piena governance dei processi di business, si è deciso di passare dalla gestione di molteplici soluzioni custom, ognuna al servizio di una microfase di processo, all’adozione di piattaforme di mercato che, integrate e coordinate tra di esse, permettono una visione end to end dei processi.
In tal senso si inquadra il Sistema di Pianificazione dei Palinsesti che, interfacciandosi con il sistema SIP, permette la pianificazione e la valorizzazione economica dei piani. Entrambi i Sistemi comunicheranno con il nuovo sistema di Pianificazione delle Risorse Produttive, che permetterà il controllo e la gestione ottimale del processo di Produzione vero e proprio. Il rilascio e l’integrazione di tali prodotti è attualmente in corso, e si lega anche alle altre piattaforme già in uso, quali ad esempio SAP. La trasformazione dell’azienda ha avuto di fatto risvolti anche dal punto di vista amministrativo e di bilancio, con alcune attività in corso volte ad abilitare la gestione del bilancio Rai secondo lo standard IFRS. 

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Conservatorio di Santa Cecilia in Roma, ripresa con Array Sferico e Array Planare 


Anche il mondo
Social viene visto dalla Rai come una modalità di comunicazione utile a comprendere ed intercettare una nuova tipologia di pubblico;
in tal senso la Rai, dopo aver gestito tatticamente una fase sperimentale, si sta dotando di una piattaforma social, punto di partenza per una
extended audience.

L’offerta Digital, intendendo con questa espressione la fruizione dei contenuti con dispositivi diversi dai tradizionali ricevitori radiofonici e televisivi, riveste un ruolo assolutamente centrale per la “Media Company”. E’ quindi in fase di sviluppo anche un importante progetto di razionalizzazione dell’offerta “Digital”, anticipato dall’efficace sperimentazione del progetto “Ray” per la fiction, e che vedrà presto la creazione di un portale unico, una porta d’accesso a tutti i contenuti della Rai da tutti i dispositivi, fissi e mobili.

Oltre quindi al forte sviluppo previsto per la distribuzione IP, ma in considerazione del fatto che per altri 7-10 anni la tradizionale distribuzione Radio e TV avrà ancora grande importanza, il Piano Industriale Tecnico prevede interventi per migliorare in modo efficace i problemi di ricezione Radio e TV ancora presenti in alcune aree territoriali. È quindi in previsione una forte espansione dell’infrastruttura DAB+, che si affiancherà alla rete FM garantendo migliore qualità e nuovi servizi, anche di tipo “Rich Radio”. Sono inoltre previsti interventi importanti di miglioramento e rafforzamento della distribuzione DTT e satellitare: quest’ultima svolgerà un ruolo centrale per il rafforzamento della diffusione HD, e quello di apripista per definizioni ancora superiori (UHD / 4K).

Si rinnova infine la particolare attenzione volta alla continuità e all’affidabilità dei servizi erogati alla utenza, indubbiamente rafforzata dalla natura di servizio pubblico della Rai. I concetti di Business Continuity e Disaster Recovery sono quindi presenti in ogni iniziativa o progetto, sia in quelli di natura più tradizionale (Controlli Centrali, Emissione), che in quelli evolutivi quali il Cloud e la Rete IP.
Essi si dispiegano in una lunga serie di interventi, sia di carattere tecnico mediante lo sviluppo di progetti ed investimenti
ad-hoc, che di carattere procedurale, normativo e formativo.

Elemento essenziale, per il raggiungimento dell’obiettivo, è rappresentato dalla definizione di processi end-to-end, interdirezionali, che permettono il controllo dei servizi digitalizzati. 

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